Spazio
Le produzioni spaziali della FiatAvio si concentrano prevalentemente nello stabilimento di Colleferro, località a circa 50 km da Roma e che è stato acquisito nel 1994 con l'assorbimento delle attività della BPD Difesa e Spazio. La storia di Colleferro ha origine nel 1912, quando il governo italiano, dopo aver constatato nella guerra libica le difficoltà derivanti dall'assenza di una robusta industria chimica nazionale nel campo degli esplosivi, intese favorire la nascita di aziende in questo settore, che per attrezzatura tecnica e per mezzi finanziari, risultassero immuni da ingerenze di paesi stranieri.
Sull'onda di questo orientamento dello Stato, il senatore Giovanni Bomprini e l'imprenditore Leopoldo Parodi Delfino il 26 ottobre 1912 costituirono la "Società Bomprini Parodi Delfino" (BPD) allo scopo di realizzare la fabbricazione di prodotti chimici e di esplosivi militari ed industriali. All'inizio, la produzione prevalente fu quella di esplosivi industriali e militari. Attorno a questo nucleo originario sorsero via via altre attività. Un primo incremento degli impianti fu determinato dalla finalità di rendere più razionali i cicli di lavorazione degli esplosivi e, in pari tempo, di destinare al mercato civile sia i numerosi prodotti intermedi quali ad esempio l'acido solforico e la glicerina industriale, sia altri prodotti ricavati dall'utilizzazione di cascami delle lavorazioni quali i perfosfati minerali e il solfato ammonico.
Una successiva fase di espansione fu caratterizzata dalla creazione di nuovi reparti tendenti ad ampliare la gamma iniziale delle produzioni con la fabbricazione di prodotti intermedi fondamentali quali ad esempio polveri e munizioni da caccia e da tiro, polveri alla nitrocellulosa e di propellenti. Nel corso degli anni Trenta, accanto a questo inserimento in mercati collaterali al settore esplosivistico, veniva avviata la creazione delle officine per munizioni complete, con la fabbricazione delle parti metalliche. Fu questa una tappa di importanza decisiva perché diede vita ad impianti e competenze in campo meccanico che saranno un fattore chiave per lo sviluppo nel dopoguerra accanto alle lavorazioni chimiche.
Durante il secondo conflitto mondiale gli stabilimenti subirono gravi danni prima dai bombardamenti aerei e poi dai saccheggi delle truppe di occupazione tedesca in ritirata verso il nord. Al termine della guerra fu quindi necessario affrontare risolutamente il problema della ricostruzione e della riconversione, benché l'azienda avesse limitate disponibilità finanziarie. Nel frattempo era venuta a mancare la figura del suo principale animatore, l'ing. Parodi Delfino, sostituito dal genero, duca Francesco Serra di Cassano, che si rese protagonista del rilancio dell'azienda nel dopoguerra dimostrando grandi qualità di imprenditore sia nelle scelte strategiche sia nella selezione degli uomini.
Tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, la BPD sviluppò nel Centro Studi e nel suo Centro Prove una vasta gamma di propellenti basati sia sull'uso della nitrocellulosa, sia sull'uso, molto innovativo, del poliuretano. Con questi propellenti, negli anni '60 - '64, realizzò e sperimentò positivamente in volo dal poligono di Salto di Quirra in Sardegna una serie di razzi sonda a più stadi per ricerche nell'alta atmosfera.
Nel 1966 ottenne l'assegnazione da parte dell' ELDO, l'organismo europeo che precedette l'ESA, del contratto per lo sviluppo e la produzione del motore di apogeo per il satellite ELDO-PAS. La BPD in meno di due anni mise a punto il motore, destinato ad inserire sull'orbita finale geostazionaria un satellite di telecomunicazioni e lo collaudò con successo in prove in atmosfera sul banco di Colleferro ed in prove in vuoto simulato nell'apposito impianto di Saclay in Francia.
Fu l'inizio per la BPD, che poco dopo (a fine 1968) sarebbe stata acquistata da SNIA, di una nuova linea di attività che si sviluppò rapidamente in ambito nazionale ed europeo con una famiglia di motori d'apogeo a propellente solido utilizzati da satelliti di telecomunicazioni (Sirio, Telecom, ECS), meteorologici (Meteosat), scientifici (Geos; Giotto, che portò con grande precisione la sonda europea all'incontro con la cometa di Halley) e per il sistema di perigeo IRIS che ha volato con lo Space Shuttle.
In parallelo alle attività sui motori d'apogeo a propellente solido, il coinvolgimento negli sviluppi e nelle produzioni per lo spazio fu ampliato con l'avvento del lanciatore europeo ARIANE, per il quale sono stati sviluppati e vengono prodotti i motori di separazione interstadio, da un minimo di 18 a un massimo di 42 per ogni lanciatore, di cui ormai ne sono stati utilizzati in volo oltre 3000 unità, tutti con funzionamento perfetto.
Per il potenziamento di ARIANE sono stati sviluppati e vengono prodotti a Colleferro i motori ausiliari di decollo (booster) contenenti ognuno quasi 10 tonnellate di propellente, che hanno consentito ai lanciatori europei ARIANE 3 e ARIANE 4 di restare competitivi sul mercato mondiale. Inoltre il settore spazio di Avio è coinvolto da protagonista nello sviluppo e nella produzione dei motori di decollo dell'ultimo nato della famiglia ARIANE, il lanciatore ARIANE 5 che, con le loro 237 tonnellate di propellente ciascuno forniscono il 90% della spinta necessaria al decollo del lanciatore. Questi motori di decollo, alti 30 metri, con un diametro di 3, sono costruiti in parte a Colleferro e in parte negli stabilimenti che Avio possiede nella Guyana Francese (Europropulsion e Regulus). Una menzione speciale merita lo sviluppo della sofisticata turbopompa per ossigeno liquido che Avio ha realizzato per il lanciatore ARIANE 5 e di cui è già in fase di studio una versione ancora più avanzata destinata al lanciatore potenziato degli anni duemila.